La Bolla del Pesco: cos'è e come combatterla
La Bolla del Pesco o Taphrina deformans è un fungo patogeno (classe degli Ascomiceti) noto per la sua complessa gestione, sia per gli hobbisti che per i professionisti. La bolla del Pesco si manifesta con tratti caratteristici sulle foglie (fiori e frutti compresi) deformandole e colorandole di bianco, verde chiaro o rossastro; queste, quando
vengono colpite, sono destinate a morire e cadere. La pianta quindi perderà le foglie e, anche se successivamente ne cresceranno di nuove, i raccolti ne risentiranno. I sintomi della malattia variano ogni anno a seconda dell'andamento climatico: se in autunno e primavera il clima è mite, piovoso e umido, la malattia si diffonderà e i danni saranno particolarmente gravi.

La bolla del pesco

Come entra nella foglia?
Il fungo, attraverso le spore, sverna nelle screpolature dei rami e sulle perule (piccole scagliette) che ricoprono le gemme. A fine inverno, quando le gemme iniziano ad aprirsi, il fungo è già presente e aggredisce i boccioli, richiedendo alcune ore d'acqua e una temperatura di 5/7°C; in questo situazione le spore germinano e penetrano nella cuticola producendo il micelio che colonizza le nuove foglie. Quando il micete attacca una foglia rimane attivo e si diffonde fino a quando la temperatura raggiunge i 25/28°C, momento in cui il fungo è fuori pericolo.
 
Come combatterla?
Nell’orto domestico vengono coltivate anche altre colture per le quali è sconsigliato l'uso di agrofarmaci (prodotti comunque non abilitati all’acquisto se non in possesso del patentino). Pertanto, i rimedi naturali a nostra disposizione rimangono: 

Equiseto. Contiene silice; efficace contro gli insetti, rinforza i tessuti e aiuta la pianta a sviluppare le sue difese; 

https://www.tecnologieambiente.com/equiseto-polvere-kg-1.html

Bicarbonato di sodio. Aumenta il pH e impedisce lo sviluppo del micelio (l'organo di diffusione del fungo);
Propoli. Sostanza prodotta dalle api, possiede forti capacità fungicida e battericida;